lunedì 11 maggio 2009

Tormento d'Amore


"Quanto tempo posso resistere
senza di Te?
Come posso passare
le mie notti insonni,
pensandoti,
pensando a tutto l'Amore
che provo per Te?
Esiste un limite
per tutto questo?
Non credo,
anzi ogni giorno
che passa
il nostro Amore
cresce a dismisura,
nel Tempo e nello Spazio;
Diviene tanto Illimitato
da fare perfino male;
Unico mio Bene,
Ti Adoro."

3 commenti:

  1. ogni giorno mi chiedo la stessa cosa...
    "esiste un limite" ? in alcuni attimi sembra quasi d percepirlo..di intravederlo...come se il cuore non riuscisse più a contenere.

    poi comunque l'inifinito prende il suo spazio e ti fà comprendere quanto l'amore possa davvero essere eterno e senza confine.

    andrò sempre verso quest'amore,
    qualsiasi cosa esso stia riservando per me.

    ti abbraccio con tutta me stessa.

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  2. Un pensiero per voi




    Udite: il campo di Afrodite

    occhi vivaci o delle Grazie

    noi ariamo, muovendo al tempio

    ombelico della terra altitonante;

    qui, agli Emmenidi felici, alla fluviale Agrigento

    e a Senocrate, per la vittoria pitica,

    è costruito, nella valle ricca d'oro

    di Apollonia, un tesoro di inni,



    che mai la pioggia invernale - esercito

    irruento e spietato

    di nuvola risonante - né il vento con detriti

    confusi percuotendolo sospingeranno

    negli abissi del mare. Nella luce pura, la sua fronte

    annuncerà nei discorsi dei mortali,

    o Trasibulo, la vittoria illustre, comune a tuo padre e alla stirpe,

    riportata col carro nelle valli di Crisa.



    Nella mano destra serbandolo, tu guidi

    dritto il precetto

    che una volta - narrano - sui monti

    il figlio di Filira impartì al Pelide,

    separato dai suoi genitori: tra gli dèi, onorare

    soprattutto il figlio di Crono, dalla voce grave, signore

    dei lampi e dei fulmini; e non privare mai di questo onore

    i genitori per la vita che loro è destinata.



    In altro tempo, sentimenti simili nutriva

    il forte Antiloco,

    che morì per il padre, affrontando

    Memnone sterminatore, re

    degli Etiopi. Colpito da frecce di Paride,

    bloccava un cavallo il carro di Nestore. Protese

    Memnone la lancia possente. Turbata, la mente

    del vecchio Messenio gridò il nome del figlio.



    A terra non cadde la sua parola. Lì

    resistendo, l'uomo divino

    comprò con la sua morte la vita del padre;

    e compiuta l'impresa immane, egli parve

    ai più giovani della stirpe antica

    il più grande per virtù verso i genitori.

    Ma questo è passato. Dei giovani di ora, più di tutti

    Trasibulo procede secondo la norma paterna



    e segue lo zio in ogni splendore.

    Con senno egli usa la ricchezza,

    e coglie una giovinezza non ingiusta né tracotante;

    ma negli antri delle Pieridi coltiva la poesia,

    e a te, Scuotitore della terra, che governi le gare dei cavalli, o Poseidone,

    si dedica, con animo fervente.

    Dolce anche nei rapporti conviviali, la sua indole

    supera l'opera traforata delle api.

    Andromaca

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  3. carissima..tu non hai idea della meraviglia che hai scritto..
    e come questa meraviglia sia strettamente collegata a tutto ciò che stà accadendo...

    o forse lo sai..... (?)...dentro di te,credo di si'...

    proprio ieri parlavo di te..(probabilmente anche oggi ;) )....

    ti sei collegata Andro...HAI SENTITO MAGARI QUALCHE COSA DI PARTICOLARE .....nell' "aria?"...
    hehhehehe....

    hai la mia mail privata giusto?...scrivimi che ci sentiamo...

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